Progetti urbani

Edificio Residenziale
a Caltanissetta

Mies Van der Rohe asseriva che insieme ad un buon edificio c’è sempre un buon cliente. Noi crediamo che il nostro sia un buon progetto, di sicuro c’è un buon cliente e il miglior cliente è un committente che abbia le idee chiare.

Gli obiettivi che ci sono stati posti erano i seguenti: – Rispetto a un primo progetto (redatto per altro committente da altri professionisti) modificare la distribuzione degli appartamenti e degli esercizi commerciali; – Definire un linguaggio architettonico di diversa impronta (tra l’altro nei pressi di un edificio pubblico, molto rappresentativo, come il Palazzo di Giustizia); – Progettare il vuoto concluso dall’edificio a U come uno spazio di reale valenza urbana; – In conformità alle politiche energetiche, integrare nell’edificio sistemi di passivazione, di riduzione dei consumi, di utilizzo di energia rinnovabile e di recupero delle acque meteoriche;
I materiali con cui costruire il progetto erano questi, in più si aggiungano le specificità del sito e ancora, certe suggestioni, a cui ogni architetto attinge, dallo studio dell’architettura contemporanea (la biblioteca ad Aveiro di Alvaro Siza) e dei luoghi in cui si opera, il vecchio ospedale di Caltanissetta con le due facciate gemelle su strada. Il progetto si è fatto da solo, insomma.

Periodo

Maggio 2008

Luogo

Caltanissetta (CL)

Committente

A.G. Sinergie S.r.l.

Impresa

Di Vincenzo S.r.l.
Falzone S.r.l.

Struttura

Fabrizio e Giuseppe Letizia

Impiantistiche

Massimo Aiello

Dati metrici

35.400 mc

Importo

ca. 15.000.000 euro

Abbiamo iniziato questo lavoro con la consapevolezza che nei centri cosiddetti minori è maggiore la possibilità di indagine e di verifica della propria ricerca. Architettonica, nel nostro caso.

La cosiddetta provincia in questo è da sempre terreno di sperimentazione e cultura, gli esempi letterari e musicali, da Bufalino a Paolo Conte, si sprecano. E poi Caltanissetta è la città dove Sciascia frequentava il liceo in cui Vitaliano Brancati insegnava. Un luogo sacro, insomma. E così sono cominciate le discese ardite e le risalite, tipiche di ogni attività progettuale.

Il principio compositivo dell’edificio che si è imposto realizza quindi un edificio a U con il corpo centrale arretrato rispetto a viale Regione e, a questo trasversali, due bracci dall’andamento a gradoni. L’edificio definisce una piazza pedonale di uso pubblico su cui prospetteranno gli esercizi commerciali al piano terra.
 La piazza si porrà come nuovo riferimento urbano, favorito in questo dalla presenza, di un nuovo elemento artistico la cui definizione è in corso, dal deciso valore simbolico. L’opera, per cui si sta cercando di individuare i soggetti da coinvolgere, dovrà avere l’impegnativo compito di interpretare il luogo e dialogare con l’architettura che la accoglie. 
Sui lati corti dei corpi prospicienti il viale Regione vengono realizzate due schermi-facciate con la funzione di ricomporne lo sky-line.

Sul lotto di circa 5.000 metri quadri è previsto un volume di 35.400 metri cubi, con sette piani fuori terra e un piano sottotetto. 53 appartamenti – sei negozi – due piani cantinati con parcheggi e cantine, un parcheggio scoperto la piazza sarà ampia circa 700 metri quadri, il fronte del lotto su viale della regione è di circa 70 metri
I 53 appartamenti si riconducono a otto tipi distributivi in tutto. 
L’offerta è abbastanza differenziata con diverse quadrature e due appartamenti su due livelli.
 La geometria delle strutture è complessa, sia per questo sistema di pareti sospese che per offrire ai futuri abitanti la possibilità di variare la distribuzione interna senza troppi ostacoli, un solo pilastro al centro dell’appartamento, per garantire la massima flessibilità.


L‘impiantistica è studiata in modo da garantire un basso consumo energetico, sono previste serpentine di riscaldamento a pavimento, che lavorano a bassa temperatura, caldaie comuni, un sistema di pannelli solari termodinamici che sfruttano al massimo le condizioni ambientali anche in regime invernale. 
Le murature esterne sono in blocchi con cappotto integrato. Al fine di contenere i consumi idrici, è previsto il recupero e reimpiego delle acque bianche, le cosiddette acque di prima pioggia.
 L’impianto è stato dimensionato tenendo in considerazione i dati riportati nei registri statistici meteorologici che danno una media di 50 cm acqua/mq all’anno. Nel nostro caso, abbiamo un’area di raccolta di 5000 mq tra parcheggi, piazza, e tetti.

posizione

articoli

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