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Progetto e direzione dei lavori di recupero di un edificio rurale in contrada Scacciapidocchi a Termini Imerese
aprile 2006



Committente: Tre Esse Sole Sicilia Sud
Strutture: Ing. Stefano Lo Re
Impianti: ing. Massimo Aiello

Il progetto prevede il consolidamento e la ristrutturazione ad uso agrituristico delle Case Scacciapidocchi site nel territorio del Comune di Termini Imerese. Si tratta di un complesso rurale con corte esterna di pertinenza, su un sedime pressoché piano a ridosso del cozzo Scacciapidocchi, costituito dall’accorpamento di vani differenti realizzati in momenti diversi, uniti a costituire un unico corpo lineare.


Lo stato di fatto
Le Case Scacciapidocchi sono un esempio di aggregato rurale isolato (presente su tutto il territorio regionale con diverse declinazioni tipologiche), espressione del latifondo ad economia semiestensiva cerealicola-pastorale, inserito nel sistema alto collinare del territorio termitano. Databile intorno al diciannovesimo secolo l'edificio ha subito nel tempo trasformazioni ed aggiunte. La superficie lorda complessivamente impegnata dalla costruzione è pari a 303 mq. L’impianto è caratterizzato dalla giustapposizione di vani ad uno e a due livelli fuori terra, accorpati lungo un muro di spina. Gli accessi ai vani sono perlopiù indipendenti. Le coperture non hanno andamento e quote uniformi, ma da queste e possibile rintracciare l'origine delle differenti unirà edilizie. I fabbricati sono oggi adibiti a depositi, fienili e magazzini. Una abitazione era posta, su un' unità a due elevazioni fuori terra, ed era servita da una scala oggi diruta ma dalle cui tracce si evince l'esistenza. La fabbrica, nonostante i disordinati e semplicistici interventi di riparazione realizzati in passato, è caratterizzata comunque da una forte impronta tipologica e semantica. La muratura, è realizzata con pietrame informe, con zeppe e scaglie in pietra e cotto, con murature a tratti differenti e non uniformi; i solai, dove presenti e di copertura, hanno struttura lignea costituita da travi a sezione circolare, travicelli e coppi. Le aperture originali sono definite da architravi in legno, altri nel tempo sono stati sostituiti da putrelle in ferro. L’originario sistema di smaltimento delle acque meteoriche, oggi fatiscente, era realizzato in parte in coppi con gronde a vista sulle facciate o senza gronde ne doccioni con le tegole a sporto. Sono visibili tracce di pavimentazione in battuto di cemento e cotto. L’altezza dei corpi di un livello fuori terra è variabile da 3,98 a 4,38 metri alla gronda, per quello di due piani fuori terra è di 5,39 metri alla gronda e 6,68 metri al colmo misurati dal piano di campagna. 

Il Progetto
L’intervento non ha alterato la volumetria, né la sagoma delle unità edilizie, né le altezze di gronda e colmo dei tetti. La fabbrica, nelle soluzioni progettuali, non ha subito alcuna ingerenza di linguaggio contemporaneo, ma esclusivamente la pratica del rinnovamento delle parti strutturali ed una più adeguata distribuzione per l’uso richiesto dalla Committenza. L’attuale destinazione di magazzino e deposito sarà convertita in uso esclusivamente agrituristico. I prospetti verranno parzialmente modificati correggendo le arbitrarie e devastanti modifiche subite in passato dalle aperture. al piano terra di sono stati realizzati: una sala soggiorno-reception; servizi igienici pubblico; una zona pranzo; una cucina e servizi relativi adiacenti; ripostigli; sei camere. L’accesso al primo piano è consentito dalla scala preesistente, ricostruita in muratura che da accesso ad una stanza soggiorno e una camera con servizio igienico. Tutte le camere sono dotate di bagno attiguo servito da disimpegno. La tettoia esterna è stata ricostruita interamente in legno e coperta con rivestimento in coppi. I paramenti murari sono stati consolidati e rinzeppati, secondo la tecnica del scuci-cuci, con pietrame analogo per tipo e pezzatura all’esistente.
Gli architravi in facciata sono a vista, in legno di essenza dura; gli infissi sono in Pino di Svezia composti da vetrate e scuri interni. Gli intonaci, in coccio pesto sono stati ripristinati nelle facciate che ne recano ancora le tracce. La pavimentazione all'esterno è stata realizzata con basole in pietra e campi di acciottolato.